DEBITO PUBBLICO

RAPPORTO DEBITO/PIL

mercoledì 10 ottobre 2012

Dilettanti allo sbaraglio sulle leggi elettorali (Aldo Giannuli)


Le leggi elettorali sono un mio vecchio pallino: nel 1974 furono l’argomento del mio esame di diritto pubblico, sostenuto con il prof. Carlo Alberto De Bellis (allora assistente, mi fa piacere ricordarlo qui a 10 anni dalla sua prematura scomparsa) che mi concesse la lode. Dopo ho sempre continuato a studiarle comparando l’Italia con gli altri paesi. Sono sempre stato un intransigente proporzionalista (uno dei principali motivi di contrapposizione con il Psi craxiano prima e con il Pds-Pd dopo). Ho scritto diversi articoli e saggi in merito e quello che mi dette più soddisfazioni fu l’opuscolo che scrissi per “Avvenimenti” in occasione dello sciagurato referendum del 1993, di cui si vendettero 240.000 copie (quando il direttore, Claudio Fracassi, mi annunciò i risultati delle vendite, prima che potessi fiatare, concluse: “Grazie, è stata una bella sottoscrizione per il giornale!”. E non mi rimborsò neanche le spese di spedizione via fax: va bene, fa niente). Forse per questa mia vecchia passione, provo un’ irritazione invincibile nel seguire il dibattito sulla legge elettorale che periodicamente si accende, dimostrando ogni volta quale penoso livello di analfabetismo affligga la nostra classe politica.Non ci fosse da piangere, ci sarebbe da ridere: facciamo un sistema mezzo spagnolo e mezzo tedesco, no, meglio un doppio turno alla francese con primarie all’americana e quota di proporzionale con clausola di sbarramento alla tedesca, e c’è anche qualche scienziato del Pd che ha proposto in tutta serietà un mix fra il sistema australiano e quello belga! Tanto vale, adottare le regole del tressette a perdere abbinato alla lotteria di capodanno con ordalia finale a doppio turno!

Non sarà male ricordare qualche regola base: 

1-un sistema elettorale deve essere il più semplice e lineare possibile; si può anche ibridare modelli diversi, ma il bilanciamento finale deve avere un suo equilibrio complessivo e senza inutili ridondanze: ad esempio, se c’è un consistente premio di maggioranza è inutile la clausola di sbarramento come soglia minima di accesso, perché la governabilità è già assicurata e, vice versa, se c’è una clausola di sbarramento, è inutile un premio di maggioranza, perché c’è già un effetto premiale a favore dei partiti più grandi, per effetto dei voti dispersi da quelli che restano sotto la soglia. E, infatti, l’Italia è l’unico paese che ha un sistema elettorale che prevede entrambe le cose. 

2- Fatta la scelta per un tipo di sistema elettorale (maggioritario, proporzionale o misto che sia) occorre che esso, salvo varianti abbastanza contenute, sia adottato omogeneamente a tutti i livelli e non ci si può permettere (come è attualmente in Italia) che ci siano sei diversi tipi di sistema elettorale (Comune, Provincia, Regione, Camera, Senato, Parlamento Europeo), con il, risultato di un sistema politico a “geometria” variabile che compone e scompone gli schieramenti di volta in volta. 

3-Un sistema elettorale può contribuire a dar vita ad un sistema politico, ma da solo non basta: ad esempio, un sistema maggioritario può conservare un formato bipartitico e può contribuire a determinarlo, ma se un paese è attraversato da una molteplicità di linee di frattura non sovrapponibili, nessun sistema elettorale riuscirà a ridurre tutto ad un formato bipartitico. L’Italia è un paese nel quale ci sono diversi partiti perché ci sono diverse linee di frattura che si intersecano: quella sinistra-destra e quella laici-cattolici, per esempio, per cui sia laici che cattolici sono presenti tanto a destra quanto a sinistra; 

Lombardia, arrestato l' assessore alla Casa Domenico Zambetti. Accusato di aver comprato 4000 voti


Arrestato per aver comprato i voti. L' assessore alla Casa della Regione Lombardia, Domenico Zambetti, è stato arrestato dai carabinieri con l'accusa di aver comprato un pacchetto di preferenze per la sua elezione nelle Regionali 2010 da due esponenti della 'ndrangheta. 

Corruzione e concorso esterno in associazione mafiosa le accuse. In totale, 4.000 voti decisivi per la sua elezione nelle regionali pagando 200 mila euro a due esponenti della 'ndrangheta. 
Uno e' Giuseppe D'Agostino, gestore di locali notturni, già condannato negli anni scorsi per traffico di droga, che appartiene alla cosca calabrese Morabito-Bruzzaniti; l'altro, referente del clan Mancuso, è l'imprenditore Eugenio Costantino. 

All'assessore, il presidente della Regione Formigoni ha annunciato su Twitter di aver già ritirato le deleghe. Rispondendo ai cronisti, il governatore lombardo ha anche escluso qualsiasi ipotesi di dimissioni.

(fonte: HP)

venerdì 7 settembre 2012

Auto elettriche: a Londra si ricaricano con un sms

Electric car : Launch of the Smart Electric Drive Car trial, London

La capitale britannica punta a diventare regina della mobilità elettrica. Tra un anno, più colonnine che distributori di benzina  

Londra promuove l'uso dell'auto elettrica e punta a realizzare una rete capillare di ricarica per i veicoli alimentati a energia elettrica. Per rendere tutto più facile e veloce, ha inaugurato adesso un sistema di pagamento via sms per ricaricare l'auto senza bisogno di siglare un abbonamento con la società fornitrice, e pagando unicamente la quantità di energia necessaria al momento. Il progetto ha portata nazionale e vede la collaborazione di POD Points che ha messo a punto il sistema PAYG, “pay-as-you-go” per pagare il “pieno” con un sms. L'idea punta a velocizzare le operazioni di accesso alla ricarica, ma anche a rendere l'utente libero da vincoli, esattamente come accade per il pieno tradizionale. --- 

La capitale britannica è attiva nel promuovere questo genere di mobilità dallo scorso anno, e si è posta l'obiettivo di posizionare 1 .300 colonnine di ricarica in città entro il 2013. Per capirci, tra un anno ci saranno a Londra più stazioni di ricarica elettriche che a benzina. Si punta a garantire ai londinesi un pieno di elettricità più accessibile ed economico, con colonnine a disposizione nei parcheggi pubblici, in quelli dei supermercati o degli shopping center e lungo le principali vie residenziali. 

Al momento del suo lancio, un anno fa, la ricarica elettrica funzionava solo con un abbonamento da 100 sterline all'anno, che permettevano l'utilizzo di una delle 150 colonnine sparse per la città: un primo record che già fece di Londra la più vasta rete di ricarica elettrica cittadina. Adesso le colonnine sono 400, ma saranno appunto più che triplicate in un anno circa e diventeranno 4mila entro il 2014. --- L'obiettivo è fare di Londra la capitale della mobilità elettrica, portando a 100mila le attuali 17mila auto elettriche o ibride già in circolazione. Per questo il governo britannico incentiva l'acquisto con sconti del 25% sul prezzo totale dell'auto (fino a un massimo di 5mila sterline). 

Rientra in questo piano di sviluppo il pagamento tramite sms, da inviare alla società fornitrice del servizio al momento del bisogno. Una volta ricevuta conferma del pagamento, nel giro di qualche minuto si sblocca l’erogazione della corrente elettrica dalla colonnina per la quale è stata fatta richiesta. Il nuovo sistema sarà applicato per ora su 200 colonnine, per arrivare poi a coprire l'intera rete di 4mila stazioni di ricarica previste per il 2014. 

(fonte: Wired)