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venerdì 8 marzo 2013

Antibioticoresistenza. Usa: l’“incubo” dei superbatteri che mettono paura a 42 Stati


Non un solo microrganismo, ma una famiglia di batteri, si sta diffondendo sempre di più negli USA, tanto da mettere in allerta i CDC. Un nuovo allarme? No, semmai uno vecchio, quantomeno in Europa dove l’antibioticoresistenza è un problema che da anni sta diventando sempre più grave. Ecco le precauzioni da prendere.

07 MAR - Già lo chiamano “incubo”, tanto per capire subito con cosa si ha a che fare: le Enterobacteriaceaesono una famiglia di batteri – di cui fanno parte anche i più famosi Escherichia ColiKlebsiella pneumoniae,Shigella e Salmonella – che sta incrementando la resistenza agli antibiotici che si sta lentamente diffondendo negli Stati Uniti, tanto da spingere i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) statunitensi a mettere in guardia ospedali e centri sanitari.

Non succede spesso che il maggiore ente federale statunitense di sorveglianza sulla saluteammetta che c’è qualcosa di cui preoccuparsi. Stavolta, invece, sembra che i CDC prendano l’aumento della presenza di questo batterio negli ospedali degli USA piuttosto seriamente. E in effetti i numeri della diffusione di questo batterio cominciano a preoccupare: 42 sono gli Stati federali che hanno isolato nei propri ospedali almeno un caso di enterobatteri resistenti agli antibiotici standard; i ceppi resistenti sono almeno quadruplicati negli ultimi 10 anni; negli Stati Uniti solo nella prima metà del 2012 sono stati il 4,6% degli ospedali a diagnosticare la presenza di questo tipo di batteri sugli esseri umani, e addirittura il 17,8% delle strutture di lunga degenza. “Questo tipo di antibioticoresistenza pone un triplo rischio: il primo è rappresentato dal fatto stesso che questi batteri sopportano quasi tutti gli antibiotici di cui disponiamo, anche quelli da ‘ultimo tentativo’; il secondo è che uccidono circa la metà delle persone che hanno infezioni più gravi; e terzo possono diffondere la loro resistenza agli altri batteri”, ha spiegato martedì in una conferenza stampa Thomas Frieden, direttore dei CDC statunitensi. “Klebsiella, ad esempio, è capace di condividere con E. Coli il gene della resistenza, rendendolo a sua volta tollerante agli antibiotici. E su questa cosa abbiamo una finestra di azione piuttosto ridotta”.

Nei solo Stati Uniti, gli enterobatteri resistenti agli antibiotici sono infatti passati dall’1,2% nel 2001 al 4,2% nel 2011, ma la situazione in Europa è forse anche peggiore. In realtà infatti, questa preoccupazione non è nuova nel vecchio continente. Già da qualche anno l’antibiotico-resistenza è aumentata in maniera preoccupante soprattutto nei batteri Gram-negativi (di cui fanno parte proprio le Enterobacteriaceae) e già nel 2011 l’Iss aveva lanciato l’allarme che per questo tipo di microrganismi anche i farmaci più innovativi risultano inefficaci. Un problema che spaventa tutta l’Europa, ma soprattutto l’Italia. “La situazione dell’Italia, però, è ancora più preoccupante, in quanto, come mostrato dalla sorveglianza AR-ISS/EARS-Net nel 2010 la resistenza ad alcuni antibiotici di un batterio come la Klebsiella pneumoniae si è impennata improvvisamente passando in un anno dall’ 1,4% al 16% e dati di altri studi mostrano che la resistenza è aumentata ulteriormente nel 2011. In Europa alti livelli di resistenza di questo microrganismo sono presenti, oltre che in Italia, solo in Grecia”, fanno sapere dall’Iss.

Inoltre, già nel 2009, l’Organizzazione mondiale della sanità aveva definito la antibiotico-resistenza come una delle tre più grandi minacce alla salute umana. Tuttavia, la ricerca per lo sviluppo di nuovi antibiotici sta rallentando, e nel frattempo la loro efficacia diminuisce perché i batteri diventano sempre più tolleranti a questi farmaci. Eppure, per limitare questo pericolo, una delle azioni è molto semplice: far sì che gli antibiotici siano usati in maniera corretta o prevenire la diffusione di infezioni batteriche. Questi farmaci sono diventati talmente diffusi che la popolazione li usa – spesso “auto-prescrivendoseli” – anche quando non dovrebbe, come nel caso delle influenze, ovvero malattie virali per le quali questi medicinali sono inutili e addirittura dannosi. Inoltre, gli antibiotici sono usati anche in campo non terapeutico, come promotori della crescita in agricoltura, il che porta a una selezione naturale dei ceppi più resistenti.

In ogni caso, di precauzioni da prendere per limitare il problema ne esistono diverse. Ecco perché gli stessi CDC, tramite le parole di Frieden, hanno suggerito alcune importanti misure di contenimento del rischio negli ospedali, di cui molte sembrano piuttosto semplici:
- rinforzare le precauzioni contro le infezioni (ricordarsi sempre di lavare le mani, indossare camici e guanti, ecc);
- riunire tutti insieme nello stesso reparto i pazienti affetti da batteri resistenti;
- costringere ospedali e centri di assistenza ad avvertirsi a vicenda quando si spostano pazienti infetti da questi batteri;
- chiedere ai pazienti quando arrivano in ospedale o in clinica di dichiarare se hanno ricevuto cure mediche all’estero di recente;
- usare gli antibiotici in maniera prudente, cosicché i batteri non abbiano la possibilità di sviluppare resistenza ai farmaci più innovativi.

E soprattutto, evitare il normale schema di eventi: panico immediato e poi apatia totale, dopo appena qualche giorno. Anche perché il panico non serve, soprattutto quando le indicazioni da seguire per limitare i danni – sia per i professionisti che per la gente comune – sono così logiche e per nulla difficili da seguire.

Laura Berardi

(fonte: Quotidianosanità)

martedì 4 gennaio 2011

La Merck ammette l'inoculazione del virus del cancro

La divisione vaccini della farmaceutica Merck, ammette l'inoculazione del virus del cancro per mezzo dei vaccini. La sconvolgente intervista censurata, condotta dallo studioso di storia medica Edward Shorter per la televisione pubblica di Boston WGBH e la Blackwell Science, è stata tagliata dal libro "The Health Century" a causa dei sui contenuti - l'ammissione che la Merck ha tradizionalmente iniettato il virus (SV40 ed altri) nella popolazione di tutto il mondo. Questo filmato contenuto nel documentario "In Lies We Trust: The CIA, Hollywood & Bioterrorism", prodotto e creato liberamente dalle associazioni di tutela dei consumatori e dall'esperto di salute pubblica, Dr. Leonard Horowitz, caratterizza l'intervista al maggior esperto di vaccini del mondo, il Dott. Maurice Hilleman, che spiega perché la Merck ha diffuso l'AIDS, la leucemia e altre orribili piaghe nel mondo.

Produzione dei Vaccini facoltativi e non:
Si deve acquistare il germe della malattia (NdR: ma non e'il germe a produrre la malattia, trattasi di falsita' in biologia), un batterio tossico o un virus "vivo" (NdR: NON e' possibile avere virus "vivi", in quanto essi NON sono esseri viventi ma proteine di lipidi contenete porzione di DNA) che deve essere attenuato, o indebolito per uso umano; con una serie di passaggi passando i virus attraverso colture di tessuti animali parecchie volte per ridurre la relativa potenzialita' patogena; es.il vaccino associato al morbillo, parotite e rosolia (MMR) viene preparato nell'embrione di pulcino; il virus della poliomielite attraverso i reni della scimmia verde africana; il virus della rosolia attraverso le cellule diploidi umane, ovvero organi sezionati di feti abortiti.
Come si producono, lo spiega il dott. Alain Scohl in un articolo di cui presentiamo le parti più significative, apparso su Kairos n. 4/97 dove afferma: "L'inoculazione dei vaccini viene praticata a dispetto di tutte le abituali regole di sicurezza raccomandate per i trattamenti medici." Le tecniche di preparazione dei vaccini sono tenute segrete.

Normalmente neanche i grandi professori le conoscono (forse neanche al Ministero ?).
Oggi i vaccini virali moderni sono preparati prevalentemente su colture di cellule umane fetali o animali, cancerizzate artificialmente, per renderle letteralmente immortali (si riproducono sempre all'interno dei corpi viventi), ed avere una certa "stabilità del prodotto", quando non si tratti di cellule già cancerose (linfomi).
Per accrescere il rendimento della produzione, le cellule "immortali"
vengono "nutrite" con siero del sangue di vacca, che possiede un fattore dì crescita particolarmente attivo. E' proprio il liquido di coltura di queste cellule cancerizzate che viene inoculato, dopo filtraggio e trattamenti per attenuare o uccidere i virus. E' assolutamente impossibile ottenere un prodotto puro. L'OMS "auspica" pudicamente una purezza del 90%.
Quali pericoli ?
Con questi vaccini si inoculano nel nostro organismo:
- Sostanze cancerogene sicuramente in enormi quantità
- Alcuni strumenti (su scala cellulare) serviti alla manipolazione genetica (nel caso dei vaccini geneticamente manipolati), come enzimi e parti di DNA.
Questo materiale può innescare in qualsiasi momento variazioni del messaggio genetico nel vaccinato, oltre a virus sconosciuto.
Per certi vaccini (polio ed altri) vengono utilizzate colture di cellule di reni della scimmia verde africana, (NdR: con cui viene preparato il vaccino della polio - il rene della scimmia contiene un progenitore del virus HIV, quello che dicono produca l'Aids) il siero del vitello e l'embrione di pulcino sono proteine estranee, materia biologica composta di cellule animali.

I virus detti impropriamente "uccisi"
un virus NON puo' essere ucciso in quanto NON e' un essere vivente ma solo una proteina tossica contenete DNA - vengono resi "inattivi" - in relata' solo "indebolito" - con calore, radiazioni o prodotti chimici, ma in certi casi uno stato febbrile puo' riattivare il virus.
Il virus "indebolito" deve poi essere rinforzato con dei coadiuvanti (buster degli anticorpi) e degli stabilizzatori, aggiungendo farmaci, antibiotici e disinfettanti tossici alla base del preparato:
neomicina, streptomicina, cloruro di sodio, idrossido di sodio, idrossido di alluminio, cloridrato di alluminio, sorbitolo, gelatina idrolizzata, formaldeide (prodotto canceroso) e thiomersal (parte del mercurio).
Commento: NdR: il virus NON e' un micro organismo, ma solo una proteina di lipidi contenente DNA, quindi e' una proteina TOSSICA !

Dato che questa "materia tossica organica" viene iniettata direttamente nella circolazione sanguigna, saltando TUTTI i meccanismi di difesa immunitaria naturale; essa può alterare anche la nostra struttura genetica, oltre ad immunodeprimere il soggetto vaccinato.
Diversi ricercatori hanno notato che i vaccini "ingannano" il corpo stimolando a focalizzarsi solo su un aspetto (cioè la produzione di anticorpi) delle molte strategie complesse normalmente disponibili al sistema immunitario.
Virus (Proteine tossiche) degli animali utilizzati nelle colture di preparazione dei vaccini ed inoculati con essi, possono saltare la barriera della specie in maniera occulta e inosservabile. E' esattamente quello che è successo durante gli anni 50 e gli anni 70 in cui milioni di persone sono state infettate con i vaccini della poliomielite (sabin) e contaminati con il virus SV-40 (scimmia virus) e passato dagli organi della scimmia utilizzati per preparare i vaccini.
SV-40 - contaminante - (il quarantesimo virus di Scimmia rilevato da quando i ricercatori hanno cominciato a osservarli), è considerato un potente soppressore del sistema immunitario, un innesco potente dell'HIV, il nome dato al virus dell' AIDS.
Si dice che causa uno stato clinico simile all' AIDS ed è stato trovato anche nei tumori al cervello, nella leucemia ed in altri cancri umani. I ricercatori lo considerano un virus che genera il cancro della Pleura: mesotelioma.
Secondo il Dott. David Kessler, ex funzionario della Food and Drug Administration, "soltanto circa l'un per cento degli eventi seri (reazioni avverse ai vaccini) viene segnalato alla FDA. Quindi, è assolutamente possibile che ogni anno milioni di persone abbiano reazioni avverse ai vaccini obbligatori".
Il Dott. Robert Mendelsohn che ha criticato spesso la medicina ufficiale per la sua dottrina bigotta.
Ha sostenuto che "i medici sono i preti che erogano l'acqua santa sotto forma di inoculazioni" per dare l'iniziazione rituale della grande industria medica alla nostra consacrazione.
Il Dott. Richard Moskowitz afferma: "I vaccini sono diventati i sacramenti della nostra fede nella biotecnologia. La loro efficacia e sicurezza sono viste estensivamente come auto evidenti e che non necessitano di ulteriori prove". Ogni anno la FDA riceve migliaia di rapporti di reazioni avverse ai vaccini.
Questi dati includono lesioni cerebrali e morti.
Queste informazioni vengono immagazzinate in un database segreto del Governo (USA) a cui i cittadini americani possono accedere (con alcune restrizioni) ricorrendo al Freedom of Information Act (Legge sulla Libertà di Informazione). E' diviso in categorie che includono i vaccini somministrati, i tipi di reazione, informazioni sui ricoveri e le morti e altro ancora.

ATTENZIONE: lo stesso programma criminale vale per le diffusioni periodiche delle epidemie influenzali !!! 

I dati contenuti vanno dal 1990 all'Agosto 2004. 



giovedì 30 settembre 2010

La guerra contro il cancro ad una svolta

Buone notizie sul fronte della lotta contro il cancro. Molti quotidiani online riportano nuove possibili cure contro questa malattia, cure che promettono di essere molto meno costose della chemioterapia, più efficaci e con meno effetti collaterali.

L'ANSA riporta: "in un futuro troppo lontano i farmaci antiacidità potrebbero diventare la nuova cura alternativa alla chemioterapia. Gli inibitori della pompa protonica e persino il bicarbonato sono il nuovo filone cui si stanno dedicando diversi medici, perché efficaci, senza effetti collaterali e meno costosi. A fare il punto sulla terapia gli scienziati riunitisi all'Istituto Superiore di Sanità, per il primo simposio dell'International Society for Proton Dynamics in Cancer. (Fonte)

Secondo alcuni specialisti si parte dall'assunto che i tumori sono acidi. Stefano Fais, presidente Ispdc e membro del dipartimento del farmaco
dell'Iss, spiega così il meccanismo di azione di questa nuova generazione di farmaci anticancro a basso costo e da effetti collaterali quasi nulli: "L'acidità è un meccanismo che il cancro usa per isolarsi da tutto il resto, farmaci compresi. Le cellule tumorali, per difendersi a loro volta da questo ambiente acido, fanno iperfunzionare le pompe protoniche che pompano protoni H+. Se si bloccano queste pompe, la cellula tumorale rimane disarmata di fronte all'acidità, e finisce per morire autodigerendosi".

Singolare il fatto che si menzioni, fra le nuove possibili cure anti cancro, il bicarbonato di sodio. Questo composto, reperibile a pochi euro al chilo, è attualmente utilizzato da un ex medico chiamato Tullio Simoncini
per curare questa malattia.

La teoria che ha portato questa persona ad utilizzare il bicarbonato nella cura contro il tumore è stata aspramente criticata dal mondo medico ma, a quanto sembra, si è scoperto che questo composto potrebbe essere realmente
utile contro questa malattia.

Infatti al Cancer Center di Tampa in Florida, si sta sperimentando l'impiego del bicarbonato assunto per via orale. A Tokyo invece, l'università di Edobashi sta studiando l'efficacia di una vecchia molecola, l'arancio di acridina, sui sarcomi.

L'intervista a Fais, riportata da Tiscali (fonte) nella sezione scienza, prosegue con altre interessanti novità: "A differenza dei chemioterapici questi farmaci non hanno effetti collaterali e hanno dei costi molto più bassi. Basti pensare che quelli usati con la target therapy, che provocano tossicità e resistenza nel paziente, costano 50-60mila euro l'anno a malato. Con questa terapia invece il costo annuale sarebbe di circa 600 euro con il generico, e di 1200 con quelli di marca. Ma le industrie farmaceutiche al momento non sono molto interessate a questo tipo di approccio".

Effettivamente,le aziende farmaceutiche,avrebbero dei problemi se queste terapie risultassero più efficaci contro il cancro che la normale chemioterapia e venissero utilizzate nella cura del tumore al posto dei farmaci chemioterapici. I guadagni di questi colossi del farmaco rischierebbero, infatti, di diminuire drasticamente.

"I risultati sono molto incoraggianti - prosegue Fais - perché questi farmaci, associati ai chemioterapici, hanno migliorato la risposta del paziente alla terapia, anche nei casi in cui non funzionava più, o di metastasi o recidive. Ma i dati devono essere confermati su un numero più ampio di pazienti e serve il supporto delle case farmaceutiche".

"Ma la vera svolta - conclude Fais - sarà se avremo l'approvazione per uno studio clinico in cui useremo solo con gli inibitori della pompa protonica, senza chemioterapici. Così dimostreremo la loro efficacia e la possibilità di usarli come alternativa alla chemioterapia".

Fonte Tiscali.it

I motivi per sperare ,quindi,ci sono. Le domande, però, sono ancora molte.

Una delle quali è: qualche azienda farmaceutica potrebbe ostacolare questa nuova strada per paura di vedere i propri profitti diminuire drasticamente?

Oppure collaboreranno tutti, come auspica Fais, per sconfiggere questo male una volta per tutte? Vedremo nei prossimi mesi quali novità ci saranno...
Intanto un plauso va a questi coraggiosi scienziati per aver scelto vie alternative alla cura del cancro, malattia che uccide, solo in Italia, migliaia di persone ogni anno.

(fonte: Agoravox.it)

martedì 28 settembre 2010

Cibi industriali? La malattia è servita. Quando il prezzo si paga in salute

Problemi cardiovascolari, infarti, tumori, diabete, ipertensione, obesità. Le cosiddette ‘malattie del benessere’ colpiscono un numero elevatissimo di persone, non soltanto nel mondo occidentale ma oggi anche nei Paesi in via di sviluppo. All’origine di questi mali vi è l’invasione del mercato alimentare da parte di prodotti di scarsa qualità, distribuiti dai colossi dell’industria che, sapientemente, si preoccupano di condirli con confezioni e pubblicità accattivanti ed infine di servirceli a buon prezzo.
di Giovanna Di Stefano - 24 Settembre 2010
supermercato
Spesso al supermercato riempiamo eccessivamente ed inutilmente il carrello

Quando entriamo in un supermercato e con un enorme carrello vuoto ci apprestiamo a cominciare il nostro 'tour' attraverso gli scaffali siamo pervasi da una sensazione di abbondanza e benessere, e abbiamo la netta impressione di avere un’infinita libertà di scelta: ogni genere di prodotto ci aspetta lì, sul suo scaffale, basta prenderlo.

Se da un lato è vero che rispetto ai tempi andati il numero e la varietà dei prodotti sono aumentati in modo vertiginoso e si ha l’imbarazzo della scelta (basti pensare per esempio a cos’è il banco frigo di un ipermercato moderno rispetto a quello dell'alimentari, o anche del supermercato, di 30-40 anni fa), d’altro canto la nostra libertà è prossima allo zero se si pensa non al numero e alla varietà dei prodotti ma alla qualità del cibo di cui sono fatti.

Su quest’ultimo punto abbiamo davvero poche chances quando facciamo la spesa. Non che non vi siano prodotti genuini e nutrienti, ma questi sono drammaticamente pochi e soprattutto dobbiamo saperli individuare, anche selezionando i negozi dove rifornirci, oppure rivolgendoci direttamente ai produttori. Inoltre, per acquistare in modo critico è necessario un presupposto fondamentale: la consapevolezza reale che il sistema alimentare che ci viene proposto quotidianamente dai colossi dell’industria agroalimentare, e quindi dai media, è fallimentare. Più precisamente è squilibrato, e responsabile per questo delle cosiddette 'malattie del benessere': problemi cardiovascolari, infarti, tumori, diabete, ipertensione, obesità.

Molte popolazioni sono sopravvissute per secoli mangiando per tutta la vita solo due/tre pietanze. Pochi piatti ma sani e completi. Per esempio gli asiatici si sono sempre nutriti di riso e soia, i giapponesi di pesce, i popoli dell’America latina di manioca, quelli dell’Africa del Nord di legumi e cereali, i cretesi di frutta, verdura e olio d’oliva. Colesterolo, obesità, diabete, non sanno nemmeno cosa siano.
fast food junk food
Il palato si fa ingannare e resta appagato dal sapore del grasso, non accorgendosi che quello che c’è sotto è cibo scadente

Al contrario, il mondo occidentale è afflitto da queste malattie in maniera preoccupante, tanto che l’obesità negli USA è ormai da tempo considerata un’emergenza nazionale alla quale si sta pensando di far fronte con una 'guerra' vera e propria, paragonabile a quella intrapresa contro il tabagismo.

Con tutta l’abbondanza di mezzi e denaro a disposizione l’Occidente non ha saputo dunque tutelare la propria salute. Da un lato l’invasione del mercato alimentare con prodotti di scarsa qualità, ma comunque invitanti perché confezionati in modo pratico, già pronti, addirittura cotti e conditi (take away); dall’altro l’assenza di un’adeguata informazione finalizzata a mettere in guardia il consumatore sui rischi di un’alimentazione basata sui prodotti confezionati. Questi due fattori hanno portato la gente, ignara ma allettata dalla pubblicità e forte di un crescente potere d’acquisto, a comprare pressoché tutto ciò che le veniva proposto.

Un meccanismo da noi in atto già da decenni e che si sta replicando ora, a velocità spaventosa, nei paesi in via di sviluppo dove l’innalzamento generale del reddito pro-capite e la migrazione massiccia verso le città permettono a persone fino a ieri vissute di agricoltura nel proprio villaggio di acquistare grandi quantità di cibo, scadente e a buon mercato, nei supermercati delle metropoli. Si pensi al Messico, all’Argentina, al Brasile, alla Cina e all’India.

Non bisogna dimenticare infatti che le catene della grande distribuzione (Wal-Mart in particolare, il maggior marchio di supermercati, nonché la più grande impresa al mondo) attuano una politica di prezzi estremamente aggressiva esasperando l’abbattimento dei costi con salari bassissimi ai lavoranti e margini altrettanto miseri per i produttori, ai quali impongono a volte anche i tipi di mangimi per gli animali o i fertilizzanti per le coltivazioni, al fine di controllare meglio tutta la filiera. È con questa politica all’insegna del discount che la Wal-Mart ha invaso dagli anni '60 ad oggi il mercato mondiale con più di 5000 punti vendita
obesita
Nel 2005 l’OMS registrava che più del 75% delle donne era in sovrappeso in 20 Paesi

Ma perché i cibi industriali sono sotto accusa dal punto di vista salutistico? Semplice: sono mediamente troppo ricchi di grassi, soprattutto di origine animale (grassi saturi), e di zuccheri; scarsi invece di fibre, vitamine, minerali e grassi insaturi.

I dolciumi dei supermercati sono ricchi di grassi che servono a renderli gustosi, o meglio a mascherare l’assenza di sapore dell’impasto, fatto con ingredienti scadenti. I grassi e gli zuccheri sono spesso sovrabbondanti in questi prodotti dolciari proprio perché hanno il 'merito' di conferire un gusto gradevole a qualunque 'base'. E soprattutto sono molto economici, in quanto derivati dalla filiera della lavorazione dei prodotti animali e quanto più sono economici quanto più saranno prossimi agli 'scarti' di questa filiera [1]. Ne risultano alimenti ipercalorici ma con poco nutrimento.

Nei paesi in via di sviluppo persone con redditi modesti stanno avendo improvviso accesso a questo cibo ipercalorico a buon prezzo, e non esitano ad abusarne, fintanto che il portafoglio glielo permette, attratti dalla novità dei sapori, dalla praticità dei cibi pronti, e forse da un desiderio di riscatto rispetto alle ristrettezze patite in precedenza. Il risultato? Le persone obese sembrano in questi paesi aver raggiunto percentuali elevatissime, prossime a quelle degli USA! Nel 2005 l’OMS registrava che più del 75% delle donne era in sovrappeso in 20 Paesi; nell’elenco, oltre agli USA, comparivano il Sudafrica, la Giamaica, la Giordania e il Nicaragua.

Il fenomeno che si sta registrando è proprio l’aumento dell’obesità in paesi con un basso livello di istruzione.

"Le vendite annue di prodotti trasformati nei paesi a reddito medio-basso aumentano del 30% ogni anno. Pietanze già pronte, bibite gassate, hamburger, dessert preconfezionati sono protagonisti di un’inarrestabile ascesa di vendite in America Latina, Europa dell’Est e Asia. [...] In mancanza di redditi sufficienti per comprare frutta e verdura, le famiglie più modeste fanno scorta di zuccheri, carboidrati, oli e altri alimenti trasformati molto energetici e a buon mercato. I grassi saziano lo stomaco a basso prezzo" [2].
carrello supermercato
Con la scusa della fretta il primo criterio con cui si scelgono i prodotti è quello della praticità: cibi confezionati e già pronti

Anche le mense – sia quelle scolastiche che quelle aziendali - non sono da meno: le ditte vincono l’appalto per la fornitura dei pasti in base al prezzo più vantaggioso e l’imperativo è abbattere i costi. Dunque sovrabbondanza di oli, burro e altri grassi per mascherare cibi altrimenti troppo insipidi, verdure senza sapore, uova, formaggi e carni provenienti da allevamenti iper-intensivi e disumani, con evidenti ricadute sulla qualità.

Ma come possono produrre carne, uova e latte sani gli animali detenuti in condizioni spaventose, in gabbie dove gli è impedito persino di rigirarsi, dove la crescita forzata a suon di ormoni fa spezzare loro le ossa, dove si ammalano per l’aria insana dei capannoni in cui sono stipati, dove vengono perciò bombardati di farmaci e antibiotici? La loro carne ed i prodotti derivati sono intrisi della sofferenza, dello stress, delle sostanze tossiche e dell’inferno che hanno vissuto durante la loro esistenza, non di animali, bensì di 'macchine da carne'.

Il palato si fa dunque ingannare e resta appagato dal sapore del grasso, non accorgendosi che quello che c’è sotto è cibo scadente. Il portafoglio pure rimane soddisfatto dal risparmio spesso sorprendente: crostate e pacchi di biscotti e merendine a 1 euro, polli a 2 euro, uova e carne sempre più a buon mercato.

Il consumatore, insomma, sembra che abbia venduto la sua salute in cambio di un piccolo risparmio sulla spesa.

NOTE:

1. Oggi è molto meno costoso procurarsi grassi animali e zuccheri:la produttività degli USA e dell’Europa è tale da causare incredibili surplus di zucchero, cereali e grassi animali, che vengono esportati poi a basso prezzo verso economie locali in tutto il mondo

2. Estratto da 'Alimenti Killer' (Francis Delpeuch, Bernard Maire, Emmanuel Monnier, Centro Scientifico Editore)

(fonte web: Il cambiamento)

DALL’INGHILTERRA PREMI IN DENARO A FUMATORI E OBESI CHE CAMBIANO STILE DI VITA

Sara' oggetto di una consultazione pubblica la nuova proposta dell'ente britannico per il miglioramento del sistema sanitario, Nice, che prevede un premio in contanti per gli obesi e i fumatori a patto che dimagriscano o smettano di fumare.
Incentivi simili sono gia' in funzione in alcune aree del Paese e il Nice li aveva gia' raccomandati per i tossicodipendenti. Tuttavia, anche se il pubblico dara' il suo appoggio all'iniziativa tuttavia, e' improbabile che venga estesa a tutto il servizio sanitario.
Un portavoce del Ministero della Sanita' si e' infatti dimostrato piuttosto scettico ed ha affermato che i pagamenti in denaro dovrebbero essere utilizzati solo nei casi piu' estremi. Secondo lo stesso Nice comunque il sistema andrebbe impiegato solo laddove, in alcune fasce di eta' o in certi ceti sociali, le probabilita' di successo sono piu' alte. (fonte: Sanità News)